Non occuparsi della propria pensione è il modo più efficace per assicurarsi che, un giorno, non sarà lei a occuparsi di noi, ma noi di lei.
Siamo cresciuti con l’idea che il futuro sia un mostro troppo lontano per essere addomesticato o, peggio, che sia una battaglia persa in partenza.
"Non ci andrò mai", "Prenderò una miseria", "Tanto vale godersi i soldi adesso": sono frasi che sento ogni giorno e che nascondono una rassegnazione pericolosa, quasi una forma di autosabotaggio mascherata da realismo.
In questo articolo proverò a farti cambiare idea.
Lo Stato italiano è perfettamente consapevole che l’INPS, da solo, non potrà reggere l’urto del cambiamento demografico. È un segreto di Pulcinella: il sistema traballa e, proprio per questo, sono state create delle "scappatoie" legali e incredibilmente vantaggiose per chi decide di aiutarsi da solo.
Esistono quelli che io chiamo "soldi gratis", una definizione che fa storcere il naso ai puristi della finanza ma che descrive perfettamente la realtà dei fatti. Non parlo di miracoli finanziari o di scommesse in borsa, ma di benefici fiscali immediati.
SOLDI GRATIS.
Ogni anno puoi dedurre dal tuo reddito fino a 5.300 euro versati in un fondo pensione. In parole povere, lo Stato ti restituisce una parte delle tasse che avresti comunque dovuto pagare.
Facciamo un esempio banale che capita a molti. Se hai un reddito medio e ti trovi nello scaglione IRPEF del 35%, versare 5.000 euro nel tuo fondo significa che, l’anno dopo, ne riceverai circa 1.750€ indietro tramite la dichiarazione dei redditi. Soldi che tra l'altro potresti nuovamente investire.
È come se lo Stato ti facesse un bonifico per aver deciso di mettere dei soldi da parte per te stesso. Immagina di andare a fare la spesa e che alla cassa ti restituiscano un terzo dello scontrino solo perché hai comprato del cibo sano per la tua vecchiaia: non lo faresti subito?
Non ti sto ancora convincendo ad aprire il fondo pensione? Allora continua a leggere
Se ti dicessi che puoi ottenere dei soldi in più dal tuo datore di lavoro? Sembra follia vero? Eppure è proprio così.
Se decidi di aderire al fondo di categoria e di versare una piccola quota del tuo stipendio, il datore di lavoro è obbligato a versare un contributo aggiuntivo. Non è un regalo che ti fa perché gli sei simpatico, è un tuo diritto.
Immagina che il tuo contratto preveda un contributo dell'azienda del 2%. Se tu metti la tua parte, lui deve aggiungere quel 2% di tasca sua, soldi che altrimenti resterebbero nelle casse aziendali e che non vedresti mai in busta paga.
È letteralmente benzina gratuita nel tuo motore finanziario che l'azienda versa volentieri, perché anche per loro ci sono vantaggi fiscali e meno grattacapi nella gestione del TFR. Eppure, nonostante questo, molti lasciano questi soldi sul tavolo per pura pigrizia o mancanza di informazione.
Non ti ho neancora convinto al 100%? Prosegui ancora…
Spesso mi si chiede: "Ma Nicolò, quando riavrò questi soldi, quante tasse mi chiederanno?". Qui sta il colpo di genio della previdenza complementare.
Mentre la tassazione ordinaria sulle rendite o sul TFR lasciato in azienda può arrivare a mordere fino al 43%, i soldi che escono dal fondo pensione per la tua previdenza sono tassati tra il 15% e il 9%. È una differenza enorme, un abisso di risparmio che si traduce in migliaia di euro in più in tasca tua.
Se lasci il tuo TFR in azienda, quando andrai in pensione, lo Stato potrebbe prendersi quasi la metà di quella cifra. Se invece lo sposti nel fondo, la tassazione è drasticamente più bassa.
Pensala così: è come scegliere se fare una coda di tre ore sotto il sole o passare per la corsia preferenziale con l'aria condizionata. Entrambe le strade portano a destinazione, ma una è decisamente meno dolorosa per il tuo portafoglio.
Ma oltre i numeri, oltre i 5.300 euro e oltre le aliquote, c’è il lato umano, che è poi il vero motivo per cui faccio questo lavoro.
Pianificare non significa essere avidi o vivere con la calcolatrice in mano, significa costruire un atto di amore verso chi sarai domani.
Avere un fondo pensione significa avere la libertà di sapere che, se tra dieci anni vorrai ristrutturare la casa dei tuoi sogni o se dovessi affrontare un imprevisto di salute, avrai un polmone finanziario pronto ad accoglierti senza dover chiedere prestiti o favori.
Non è solo fredda finanza, è libertà di scelta pura. È la possibilità di non diventare mai un peso per i propri figli, di poter dire di sì a quel viaggio sognato per una vita, o semplicemente di svegliarsi la mattina senza il peso del "cosa succederà".
Prendersi cura del proprio patrimonio è un atto di profonda responsabilità e umiltà, un modo per guardarsi allo specchio e dire al noi del futuro che non lo abbiamo dimenticato.
Ma questo è un discorso profondo che merita il giusto respiro, e ne parleremo meglio in un prossimo articolo.